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January 20, 2009

diseducazione / diseducation

Filed under: Multilingualism / Territories / Migration — Crosswords Print Issue @ 09:13

Se rivolgete questa domanda a un italiano del 2008, vi risponderà con un’esclamazione tipica: «Boh ?!?» – che, tradotta in una lingua più articolata, significa: «Non lo so, non ci ho mai pensato, e forse neanche mi interessa. L’importante è che ci leviate dai piedi i rumeni, gli zingari, i morti di fame che popolano le nostre strade, che vendono di tutto a ogni angolo, che presidiano i semafori, che girano ubriachi di notte, lanciando le bottiglie vuoti dai finestrini delle macchine, che violentano le nostre ragazze, che svaligiano le nostre case». Gli italiani sono diventati arroganti e hanno perduto la memoria. Non si ricordano più di quando, per la grande povertà, lasciavano la loro terra per raggiungere paesi lontani e spesso ostili, portandosi dietro le loro quattro cose chiuse in una valigia di cartone. Tutto congiura contro la memoria o anche, molto più semplicemente, contro il ricordo.

Ora abbiamo l’Esercito a dare aiuto a Polizia e Carabinieri: 3.000 uomini destinati alle grandi città: Milano, Roma, Napoli. Il nuovo governo Berlusconi ha voluto così: per riportare «ordine e sicurezza» in Italia, dice, per ridare un po’ di fiducia alla gente che si sente minacciata dallo «straniero».

Prendere le impronte digitali dei bambini rom fa parte anche questo del «pacchetto sicurezza». La motivazione del governo è che i bambini così non potranno più essere sfruttati e abbandonati dalle loro famiglie. Sarà. Ma promuovere la «cultura della paura», seminare il sospetto, è un atto criminale e pericoloso che difficilmente si combina con le politiche sociali di integrazione che non si sa bene che fine stiano facendo. Quello che sappiamo molto bene, invece, è che la società civile, se viene educata al riconoscimento dell’«altro», può fare grandi progressi sulla strada dell’accettazione e della convivenza pacifica.

L’Italia non era un paese così chiuso e retrogrado – ci hanno fatto diventare così, a forza di promuovere la diseducazione sistematica prima dei genitori e poi dei figli, creando ideali fasulli e ottusi, azzerando il desiderio di progettare le nostre vite secondo i princìpi del rispetto e della giustizia sociale. Stiamo diventando – forse siamo già diventati – una «massa amorfa», come la chiamava Hannah Arendt. E la storia ci insegna che la «massa amorfa» ama i leader forti, quelli in cui essa si può riconoscere, i leader venuti su dal nulla, con nulla da proporre se non il loro carisma. Ma in Italia chi legge più i libri di storia ?

A contribution to the Crosswords print issue by Biancamaria Bruno for Lettera Internazionale, Rome/Italy

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